“Non più soltanto andare verso il popolo, ma sentirsi popolo, esprimere direttamente la volontà del popolo"

mercoledì 10 marzo 2010

Nelle Marche la DESTRA c'è

Nelle Marche La DESTRA c’è: lo ha dimostrato alle politiche del 2008 sfiorando il 4%, alle amministrative del 2009, contribuendo in maniera decisiva a strappare la provincia di Macerata alla sinistra, contribuendo a confermare il comune di Fano ed altri comuni, più piccoli ma non meno importanti,lo ha dimostrato essendoci “sempre e comunque”: sostenendo, dove c’erano le condizioni, la coalizione di centro destra o candidando i propri uomini unicamente sotto il proprio simbolo, a dimostrare che La DESTRA non combatte solo quando la vittoria é sicura, ma anche per tenere alta una bandiera. Ora, in vista delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo dobbiamo dare ancorà più slancio al cammino de La Destra, l’anima e il cuore del nostro movimento potranno tornare a farsi protagonisti se tutti, ci darete una mano. Utile, utilissimo, sara' il voto tributato a La DESTRA e, per chi crede, la preferenza scrivendo sulla scheda il mio nome accanto al nostro simbolo, nel collegio provinciale di Pesaro e Urbino. La gestione Spacca della regione Marche e’ stata pessima sotto ogni punto di vista: ha tanto cianciato di sanita’ e tutto cade in pezzi, ha fatto politica turistica solo negli ultimi mesi, spendendo in fretta e furia quasi due milioni di euro per uno spot televisivo, siamo una regione dove le tasse sono tra le più alte d’Italia, dove mancano le infrastrutture, e quelle che potevano essere finanziate cone il Quadrilatero, sono state ritardate perchè altrimenti avrebbe fatto bella figura il governo di centro destra. La campagna elettorale per le regionali nelle Marche, al fianco di Erminio Marinelli, la faremo lanciando idee e proposte concrete. Piu’ sostegno alle famiglie naturali e italiane, piu’ diritti per le persone, più attenzione ai problemi dei giovani e al loro futuro, più politiche sociali verso tutti i soggetti deboli. Vi chiedo una mano. E vincera' la coerenza.

Walter Stafoggia

Segretario regionale

La DESTRA

venerdì 22 maggio 2009

INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO WALTER STAFOGGIA




Walter Stafoggia, quali sono le ragioni che l’hanno spinta ad abbracciare questo progetto e a candidarsi per la poltrona di primo cittadino? Perchè ritengo che solo La Destra, la Fiamma Tricolore e il sottoscritto, intendono battere con la forza delle idee e la coerenza (qualità che sembra scomparsa) la Cricca di Villa Fastiggi che governa da sessant’anni la città. Idee e coerenza che mancano evidentemente sia ai Liberi X Pesaro, il cui candidato “alternativo alla sinistra” Catalano, al rischio delle fatiche dell’opposizione, ha preferito la comoda strada della poltrona di vicesindaco di Ceriscioli e del candidto Sindaco di Fi e An di cinque anni fa Zanotti che a venti giorni dalle elezioni si é reso conto di essere di sinistra e di appoggiare Ceriscioli. Mi auguro che almenno questa volta valga il proverbio: ride bene chi ride ultimo.L’estrema frammentazione del centrodestra pesarese ha contribuito, anche a livello provinciale, alla creazione di liste e candidati differenti. Perché non si è riusciti a convergere verso un progetto unitario, in grado, magari, di fornire una alternativa quantitativamente e qualitativamente valida da opporre al centrosinistra? A me pare che la frammentazione estrema é a sinistra: i candidati sindaci dell’area di centro destra sono tre Stafoggia, Cascino e Roscini, quelli dell’area di centro sinistra e sinistra sono cinque Ceriscioli, Sebastiani, Margiotta, Mascioni e Ballarini. Comunque la responsabilità politica della momentanea divisione nel centro destra é PDL che finora ha dimostrato di avere una classe dirigente inadeguata, che ha preferito la spartizione delle poltrone dietro le quinte, alla competizione elettorale trasparente. Confido molto nelle capacità del nuovo Coordinatore Bettini e dell’attuale candidato Cascino.La frammentazione é solo temporanea e non la giudico solo come una sorta di primarie senza trucco, il popolo di centro destra può votare tranquillo: sono certo che al ballottaggio la Destra, il PDL e la Lega sapranno ritrovare la giusta sintonia per battere finalmente questa sedicente sinistra.Quali sono provvedimenti urgenti e necessari, secondo lei, di cui Pesaro e la sua cittadinanza hanno bisogno? Dopo sessant’anni di mancanza di alternanza, la prima cosa é proprio questa. In politica l’alternanza é come la concorrenza in economia: migliora la qualità della vita dei cittadini, perchè chi governa sa che dopo cinque anni, se lavora male, va a casa.Quali sono stati, a suo avviso, errori e mancanze della giunta Ceriscioli? Ceriscioli ha dimostrato un’ assoluta mancanza di progettualità per il futuro della città. Ha solo terminato le opere pubbliche iniziate da Giovannelli, per il resto in questi cinque anni in consiglio comunale, si sono votate solo varianti al Piano regolatore.Lei ha detto che il suo programma “é fondato su due valori imprescindibili che si chiamano educazione e cultura”. Come rispondere all’emergenza educativa di oggi? Quali sono gli strumenti culturali ed educativi, alla base del suo programma, da far valere concretamente? Solo un progetto educativo che coinvolga famiglie, scuola, amministrazione comunalle e provinciale, associazioni culturali e sportive ci può salvare.Ci dica tre punti fondamentali del suo programma: Aiuto alla famiglia attraverso Bonus bimbi e Bonus anziani, Diritto alla proprietà della casa per tutti, atraverso lo strumento del Mutuo Sociale, Turismo culturale, per fare uscire Pesaro dalla recessione.

giovedì 9 aprile 2009

UN PROGETTO PER PESARO


I programmi elettorali dei candidati a Sindaco assomigliano troppo spesso a dei disadorni elenchi di opere pubbliche che si vorrebbero edificare e di meccanismi burocratici da modificare: anche il mio programma contiene alcune proposte di questo genere ma é fondato su due valori imprescindibili che si chiamano educazione e cultura.
Questo perché dobbiamo cominciare a cambiare il nostro punto di vista, le nostre priorità:
prima l’uomo, poi le opere,
Anche nella nostra città i fenomeni del bullismo,della violenza gratuita giovanile, dell’alcolismo, della tossicodipendenza cominciano ad essere preoccupanti.
Il tessuto sociale di Pesaro, fondamentalmente sano, consente ancora dei margini di intervento, é necessario agire tempestivamente, perché ci sono segnali che ci avvertono che siamo vicini al punto di non ritorno. Per questo motivo voglio un progetto per i cittadini del futuro, che parta dall’innocenza dei bambini: per difendersi dalla contaminazione del degrado, del brutto, della violenza, hanno bisogno che i genitori e gli educatori forniscano loro gli strumenti: essi devono abituarsi all’ordine, alla pulizia fisica e morale, all’onestà, alla serenità, ai valori della solidarietà, al rispetto per le opinioni altrui, al bello. Devono apprendere la storia e le tradizioni dei luoghi in cui vivono e sapere chi sono gli uomini che hanno fatto grande la nostra Patria. Devono imparare ad amare l’arte e ad esercitarla, devono imparare a rispettare la natura in tutte le sue espressioni. In poche parole devono ritrovare ideali e valori. Devono poter affrontare la vita con il sorriso e per questo devono avere certezze per il presente e la speranza di un futuro migliore, In questo periodo storico, sembra sempre più difficile proporre in maniera convincente alle nuove generazioni solide certezze e criteri su cui costruire la propria vita. Lo sanno bene sia i genitori sia gli insegnanti, che anche per questo sono spesso tentati di abdicare ai propri compiti educativi, l’Amministrazione Comunale dovrà perciò essere sostegno a genitori e insegnanti e capofila di un grande progetto di rinnovamento culturale ed educativo, cominciando da due priorità di sua competenza:
la priorità delle opere pubbliche, che dovrà essere data alla messa a norma e in sicurezza di tutte le scuole e al decoro delle stesse: i bambini devono vivere in ambienti non degradati. Altre risorse dovranno essere messe a disposizione per la creazione di giardini pubblici.
La priorità economica, che dovrà invece essere quella di destinare risorse importati ai genitori che decideranno di prendersi cura dei propri figli in casa e non all’asilo e a tutte quelle famiglie che decideranno di tenere gli anziani in casa piuttosto che nella casa di riposo.
Gli asili e le case di riposo hanno un alto costo per la società: l’amministrazione dovrà devolvere lo stesso importo di denaro a chi vorrà tenere bambini e anziani in casa.
L’Amministrazione dovrà preoccuparsi di favorire tutte le forme sane di aggregazione giovanile, dalla pratica dello sport a quella dell’arte. Dovrà collaborare con la Diocesi per favorire e nascita di oratori parrocchiali e sostenere quelli esistenti.
L’Amministrazione comunale dovrà favorire, per le giovani coppie, il diritto alla proprietà della casa, sostenendo una proposta di legge regionale di Mutuo sociale, che preveda la creazione un Ente regionale che costruisca case e quartieri a misura d'uomo con soldi pubblici e che venda a prezzo di costo queste case a famiglie non proprietarie con la formula del mutuo sociale: ovvero una rata di mutuo senza interesse, una rata che non superi 1/5 delle entrate della famiglia, una rata che viene bloccata in caso di disoccupazione, una rata che non passa attraverso le banche.
Per quanto riguarda i nostri anziani, che hanno speso la loro vita lavorando e pagando le tasse per la nostra comunità comunale e nazionale, contribuendo alla sua prosperità, l’Amministrazione dovrà prevedere la priorità per essi all’accesso ai Servizi Sociali.

martedì 24 febbraio 2009

Ronde

La sicurezza é compito dello Stato, istituzionalizzare le ronde non é la soluzione al male dell’insicurezza, ma solo in ulteriore sintomo del tumore: significa che anche su questo tema lo Stato sta abdicando. Per risolvere il problema della delinquenza sono necessarie: una magistratura più efficiente, maggiori risorse alle forze dell’ordine e, soprattutto, una profonda riforma dello Stato: se uno scippatore o uno stupratore escono dal carcere dopo poche ore, lo si deve alla legge italiana che é stata, negli anni, modificata in senso garantista, per tutelare la casta politica. Va da sé che se si tutelano i politici, a discesa si tutelano tutte le altre categorie: inclusi gli stupratori extracomunitari. Poiché la maggior parte dei delinquenti stranieri sono rumeni, albanesi e marocchini, vanno realizzati accordi con le tre nazioni per far sì che le pene vengano scontate nei paesi di origine, anche se a spese dell’Italia: il nostro Stato risparmierebbe comunque, in quanto mantenere un criminale in una prigione rumena, albanse o marocchina costa senz’altro meno. Inoltre andrebbe ripreso il progetto di dismissione delle vecchie carceri situate spesso in aree prestigiose dei centri urbani per costruirne di nuove. E’ ovvio che la popolazione carceraria é in aumento, se non fosse per motivi economici e giuridici (é senz’altro più conveniente delinquere in Italia che in Marocco) lo sarebbe comunque per motivi demografici e geografici, Unica soluzione: più delinquenti uguale più carceri. Infine, ma non ultimo, ripartiamo dall’educazione dei giovani e dei meno giovani: se lo svago preferito é diventato lo sballo istituzionalizzato, lo si deve ai modelli negativi che la società offre ad ogni angolo, e questo produce solo malessere e violenza gratuita.

domenica 30 novembre 2008

INIZIATIVA CULTURALE DE LA DESTRA



SABATO 20 DICEMBRE ORE 17,30


SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE PESARO


"UNO BIANCA LA BANDA DI ROBERTO E FABIO SAVI"


PRESENTAZIONE E DIBATTITO DEL LIBRO DI MASSIMILIANO MAZZANTI


Massimiliano Mazzanti, autore del libro

Walter Stafoggia, Segretario Regionale La Destra

Giacomo Rossi , Segretario Provinciale La Destra
Federico Sorcinelli, Consigliere Comunale La Destra Fano
Organizzazione evento: Cometti Bruno comp. comitato centrale LD

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Tra il 1987 e il 1994, tra Bologna e le Marche, agì la più feroce banda di rapinatori della storia criminale della Repubblica italiana, quella della UNO BIANCA.Quando finalmente vennero sgominati, l’opinione pubblica del Paese inorridì nello scoprire come ben cinque dei sei criminali fossero agenti della Polizia di Stato. Subito dopo il loro arresto, tutti cominciarono a chiedersi come fosse stato possibile che lo stesso gruppo di uomini, usando sempre le stesse armi, avesse potuto agire impunemente per tanto tempo. Subito - come già si era ipotizzato quando iniziò la caccia alla UNO BIANCA - ci fu chi ipotizzò il coinvolgimento di frange dei servizi segreti deviati o di strutture eversive di destra in combutta con settori della malavita organizzata. Dopo l’arresto e durante i processi - di cui alcuni, seppur per fatti minori, secondari o collegati sono ancora in corso - emerse una verità ancor più inquietante. Massimiliano Mazzanti, dopo l’uscita delle ennesime ricostruzioni fantasiose, ha ripercorso dunque tutta la storia della banda, dai suoi albori fino all’arresto e ai processi, in un libro che, in soli quattro mesi e con una distribuzione limitata a Bologna (il libro, nel resto d’Italia, si può ordinare solo via internet) ha conquistato centinaia di lettori, imponendosi come testo di riferimento per chiunque voglia conoscere questa vicenda. Nessuna ipotesi, nessuna questione riguardante la lunga vicenda dei Savi è stata trascurata nella ricostruzione di Mazzanti e tutte le tesi esposte sono fondate e documentate su carte ufficiali, incontestabili, prodotte in tribunale o scovate dal giornalista negli archivi dei tanti avvocati che si sono occupati del caso. Chi ha veramente permesso la cattura dei Savi? Perché furono tanto feroci, in alcune loro azioni criminali? Perché facevano credere di essere militarmente addestrati? Ma, soprattutto, chi sbagliò le indagini che avrebbero permesso - ben tre anni prima, con un risparmio di vite enorme - di assicurarli alla giustizia già nel ‘91? Mazzanti, senza sconti per nessuno - semplici funzionari, alti dirigenti del Viminale, politici - fa nomi e cognomi, ricorda le circostanze e attribuisce le responsabilità, denunciando anche come molti di coloro che permisero - coi loro errori e a volte anche con compiendo azioni più gravi de semplice sbaglio - siano ancora ai vertici della Polizia di Stato. Tanti gli apprezzamenti giunti a Mazzanti per la realizzazione di questo studio: dai parenti degli assassinati (prima tra tutte, la madre di Andrea Moneta, il giovane carabiniere, Medaglia d’Oro al Valor Militare, che comandava la pattuglia sterminata nella Strage del Pilastro del 4 gennaio 1991) all’ex- presidente della Repubblica, Francesco Cossiga; da attuali ministri ai tanti lettori e radioascoltatori dei programmi radiofonici condotti in Emilia dall’autore.

Massimiliano Mazzanti, 39 anni, giornalista professionista, ha lavorato per 14 anni al Secolo d’Italia e ha collaborato come opinionista ed editorialista con innumerevoli testate italiane. Ritornato a operare nel capoluogo emiliano, dirige da anni un fortunato talk-show radiofonico - Obiettivo su Bologna -, prima su RadioSferaRegione e da due anni su Punto Radio.

giovedì 21 agosto 2008

31 AGOSTO, MOZIONE QUASI PRONTA…

Gli ideali sono come le stelle: non possiamo raggiungerli, ma tracciamo la rotta in base ad essi.La mozione è praticamente pronta – una trentina di cartelle almeno - e dopo le ultime limature, la invierò alla sottoscrizione entro il 31 agosto di chi vorrà farlo tra i membri del comitato politico nazionale.“Dal congresso - che si terrà a Roma il 7, 8 e 9 novembre - dobbiamo scrivere una nuova pagina per il futuro della nostra Patria.(…)
A novembre saranno trascorsi sedici mesi dalla fondazione del Movimento e un anno dall’assemblea costituente, nove mesi dalla scelta orgogliosa di Trieste e sette dalle elezioni politiche che videro un movimento senza mezzi e struttura arrivare ad un soffio dal risultato deludente dei quattro partiti della sinistra radicale con il loro triste carico di storia e di responsabilità. Ad aprile siamo definitivamente nati, ora dobbiamo crescere e vivere come abbiamo voluto. (…)
La Destra nasce e rinasce anzitutto per rispondere all’assenza di senso di giustizia che pervade le famiglie italiane, le persone, la comunità nazionale. Qui sta la volontà che maturammo alla fondazione del movimento. Poco più di una trentina di pionieri lanciarono il sasso. Che non chiamammo a chiedersi se quella scelta fosse utile, ma solo se fosse giusta.Oggi il popolo italiano, molto più che a luglio e novembre 2007, molto più che a febbraio e aprile 2008, sa che la casta non alberga nel nostro movimento, comunità di uomini liberi che ha scelto di non contaminarsi con logiche di mero potere. Sì, per il potere si può uccidere: noi non abbiamo voluto cancellare tutto quello in cui abbiamo creduto e ci ostiniamo a voler ancora rappresentare. Giustizia per gli italiani, innanzitutto, attraverso scelte non più compromissorie. Futuro per i giovani, chiamandoli alla rivolta morale contro l’eutanasia della Patria.
(…)Crediamo di essere nel giusto se affermiamo che di mediazioni all’estremo si muore: la sinistra radicale non è stata cancellata dal proprio elettorato per i suoi “no”, ma per i troppi “sì” a scelte incomprensibili.La Destra di luglio 2007 è destinata ad entrare nella storia dell’Italia se sarà capace di credere con determinazione, sapendo che nel proprio passato ci sono solo memorabile lotte senza regali da alcuno. E’ il nostro formidabile biglietto da visita, è la spinta verso il domani. Dal congresso in avanti nessuno potrà più fermarsi a guardarsi indietro: è avanti la nostra strada e chi teme la sfida non ostacoli chi non desidera altro che impegnarsi.
(…)Non siamo al governo dell’Italia perchè non hanno voluto la presenza de La Destra come forza organizzata e autonoma all’interno della coalizione. Non ci hanno voluti non per un’antipatia personale o collettiva, ma perchè differenti. Alleanza nazionale è al governo, ma c’è chi se ne accorge?(…)Oggi, per la prima volta, le principali culture politiche del novecento, la destra e la sinistra, sono fuori dal Parlamento e i partiti che ad esse si ispirano devono fare i conti con la pervicace volontà varare leggi elettorali ulteriormente restringenti e con alte soglie di sbarramento.
Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che il bipartitismo è ancora lontano. Anzi, proprio le elezioni nazionali secondo alcuni ne hanno segnato la fine, dopo il risultato della Lega, dell’Italia dei Valori e della stessa Udc.Ed allora, la domanda cui occorre dare risposta, è se esista ancora uno spazio politico a Destra e come questo spazio politico possa essere eventualmente essere occupato.
(…)“Alleati sì, doppio gioco no, servi mai!”. Questo vecchio slogan, mutuato dal nostro passato, rende bene l’idea di ciò che avremmo voluto al momento stesso della nostra nascita.Guardare avanti senza mai voltarsi indietro se non per cogliere il senso delle radici che chiamiamo identità; costruire una nuova e diversa modernità politica senza rifiutare la nostra storia, senza sputare su un passato che non è nella nostra disponibilità perché appartiene a chi l’ha vissuto e costruito col sacrificio, il sudore, le lacrime, e spesso il sangue.Navigare dunque, unendo il gusto della scoperta alla capacità di mantenere saldamente a dritta il timone: è lo scopo che ci siamo prefissi che ci ha fatto scegliere la rotta.
(…)Possiamo unirci ad altri in questo compito? Senza dubbio. A condizione che ci siano il rispetto e lo spazio: non per noi, ma per il patrimonio di idee e di valori che rappresentiamo.A patto che siano accettate e condivise le battaglie che vogliamo condurre; che non venga mai messa in discussione l’esistenza e l’agibilità politica de La Destra, ossia di quella comunità umana e politica che – come scrivemmo alla nostra nascita – continua ad essere “espressione vitale e necessaria di una comunità umana, politica e ideale che i conti col passato li ha fatti tutti e per questo si è lacerata - che nasce per affrontare con rinnovato spirito le sfide dell’oggi e del domani, scegliendo non a caso come proprio emblema una fiaccola, protesa verso l’alto da un braccio giovane, a simboleggiare la continuità di una storia che non si spegne e al contempo l’irrinunciabile aspirazione alla Libertà come dimensione fondamentale dell’agire umano e politico, della persona singolarmente intesa e del nostro popolo rappresentato dai tre colori della bandiera nazionale: quel popolo di cui siamo espressione, primo e principale interlocutore a cui ci rivolgiamo e al quale solo sentiamo intimamente di dover rispondere”.Non è questa una chiusura verso nessuno.Al contrario è la nostra volontà di aprirci al dialogo con tutti coloro che vorranno insieme a noi condurre delle battaglie politiche; a chi con noi vorrà dialogare e confrontarsi in termini agonistici.
Consapevoli che sia più ovvio (o così almeno sembra…) trovare interlocutori nell’attuale centrodestra, sappiamo altrettanto che singole importanti battaglie che coinvolgono l’intero assetto democratico e costituzionale di una nazione possono spingere forze tra loro distanti e lontane a incontrarsi in nome del bene comune; così come sappiamo che la difficoltosa ricerca di confronto sui grandi temi della politica può diventare un inedito scenario di incontro tra coloro che hanno a cuore una visione sociale e comunitaria dello Stato, un rispetto profondo della giustizia e della libertà di espressione ed informazione, un’attenzione privilegiata ai bisogni delle fasce più deboli della popolazione, un interesse spiccato a mantenere vivo e vitale il patrimonio di piccola e media imprenditoria che ci caratterizza come nazione.
(…)Sapendo che essere di Destra non vuol dire rimanere ghettizzati o ancorati ad un passato ormai lontano.Essere di Destra vuol dire arrivare a governare. Ma essere di Destra vuol dire anche non dover governare a tutti i costi, svendendo se stessi, anima compresa. Essere di Destra vuol dire saper anche rinunciare a poltrone ed incarichi, a maggioranze e prebende. Essere di Destra vuol dire avere una dignità da difendere.Essere di Destra vuol dire non tradire quel milione di italiani che ci hanno votato perché eravamo fuori dagli schemi, eravamo diversi da chi propugna un pensiero debole ed unico”.(…)
Sarà una gran bella mozione, dovrà essere un gran bel congresso…

giovedì 3 luglio 2008

Writers, una piaga nazionale da estirpare

E' di questi giorni la notizia che alcuni giapponesi, colpevoli di aver deturpato con scritte alcuni monumenti di Firenze sono stati individuati e puniti.
Questo dovrebbe essere una cosa normale, la notizia purtroppo sta nel fatto che sono stati individuati e puniti, non a Firenze, dove si é compiuto reato, o in Italia, ma in Giappone.
A Pesaro, città tra le più deturpate d'Italia da questo tipo di espressione teppistica, non si é ancora riusciti ad individuare, tranne in un paio di casi, coloro che da anni, arrecano danni a immobili pubblici e privati, civili e di culto.
La cosa appare strana, dal momento che tutti costoro si firmano, con firme individuali o di bande (crew); la cosa appare ancora più strana dal momento che l'hanno scorso, in poche ore, sono stati individuati gli autori delle scritte "fasciste" al campus.
Poiché, già dal marzo 2007, risulta essere stato individuato, dalla Polizia di Stato, e deferito in stato di libertà vigilata all' A.G. il wryter Fedro, sigla notissima ai proprietari di immobili del centro storico e non solo, il sottoscritto consigliere comunale interroga il Sindaco per sapere
1) se il comune si sia costituito parte civile contro questo personaggio

2) cosa intenda fare l'amministrazione comunale per contrastare l'attività dei wryters nel comune di Pesaro, attività che produce danni ai cittadini quantificabili in centinaia o migliaia di euro, oltre al danno di immagine incalcolabile nei confronti della città.
Walter Stafoggia

sabato 28 giugno 2008

“Altrimenti corriamo da soli”

La Destra concentrata su Catalano e Nardelli

Pesaro - “Andiamo da soli alle comunali 2009 se il centro destra candiderà Giannotti o la Foschi”. Il diktat di La Destra è chiaro. “ Ma la nostra non è una rottura definitiva - aggiunge poi Walter Stafoggia (foto), portavoce regionale di La Destra - , noi intanto partiamo con le nostre idee poi valuteremo in seguito. Non escludiamo anche eventuali passi indietro nel caso ci fossero altre candidature”. E sull’ipoteso Mascioni? Il senatore diessino della Repubblica italiana, già assessore regionale alla sanità nella giunta D’Ambrosio.“Siamo perplessi - continua Stafoggia - ; c’è qualcuno tra Alleanza nazionale e Forza Italia che soffre di gravi complessi di inferiorità guardando al modello fanese che a mio parere è irripetibile. E’ prematuro parlare solamente di Mascioni. Dal mio punto di vista preferirei un candidato sindaco che esca dalle fila per del centrodestra piuttosto che ripetere le condizioni fanesi anche perché lì il centrosinistra non è mai penetrato in profondità come da noi. A Fano ci sono stati sindaci anche Dc, a Pesaro mai. Mascioni non è Aguzzi”.E poi un invito ad accelerare i tempi: “Questo continuo rimandare non è positivo per il centro destra - fa notare Giacomo Rossi, portavoce provinciale di La Destra - e anche questo silenzio e segreto tra gli stessi alleati provoca nervosismo. E’ deleterio. Tra i consiglieri comunali e provinciali si possono individuare subito i candidati sindaco e della Provincia. Perchè attendere tanto? L’ipotesi di presentare la Foschi e Giannotti a un mese dalle elezioni è poco credibile. Poniamo il nostro veto su Giannotti e la Foschi. Per noi la campagna elettorale è già iniziata e a breve presenteremo anche i nostri candidati indipendentemente da Mascioni. Siamo naturali alleati del centro destra ma non per forza”.Sono quelli della Catalano e di Nardelli, i nomi “accontenta-tutti” che La Destra spera di vedere tra i toto candidati: “I nomi delle nostre scelte già ce li abbiamo - dice Stafoggia - e noi stiamo lavorando per un candidato unico a sindaco e abbiamo fatto anche i nomi. Nardelli e la Catalano sono le nostre scelte. Mentre Mascioni ci lascia molto perplessi. E per la Provincia attendiamo risposte che spero arriveranno entro 10 giorni”. Sul banco presentato anche il programma elettorale: Turismo, abolizione radicale di tutti gli enti inutili come le comunità montane, sicurezza, infrastrutture e sanità, i punti forti illustrati da La Destra. “Chiederemo presto anche un incontro con il Prefetto - spiega Federico Sorcinelli - perchè la situazione è pesante e la sicurezza non sempre è garantita”.
Fonte: Corriere Adriatico

«Candidature, il Pdl si dia una mossa»

Stafoggia: «Mascioni, Giannotti e Foschi? No, grazie. Io punterei su Nardelli»

La Destra non ci sta a subire passivamente il gioco del Pdl. Vuole avere la sua fetta di considerazione all’interno dell’alleanza di centro-destra. E soprattutto, vuole dire la propria sul toto-candidature per la poltrona di sindaco di Pesaro e Presidente della Provincia, che sembra essere diventato un affare tutto interno al Popolo della Libertà. Stafoggia e compagni dettano condizioni agli alleati, che se non verranno rispettate sanciranno la fine dell’unione. «Veto su Roberto Giannotti ed Elisabetta Foschi per un ragionamento politico di opportunità, non si devono candidare nè in Comune nè in via Gramsci - attacca Walter Stafoggia, portavoce regionale de La Destra - entro luglio presenteremo i nostri candidati per i due enti, inoltre la nostra proposta è quella di candidare a sindaco Nardelli, un consigliere comunale che conosce l’ambiente». E Mascioni? «C’è qualcuno in Forza Italia e Alleanza Nazionale che soffre di un complesso di inferiorità al centrosinistra - prosegue Stafoggia - si continua a sperare nel modello Fano, ma stiamo parlando di un modello unico ed irripetibile. E poi Mascioni non è Aguzzi. Qualcuno è convinto che si possano vincere le elezioni se un leader di centrosinistra passa dalla nostra parte, invece si vince con la forza delle idee e la credibilità dei candidati. La scelta di Mascioni mi lascia perplesso, non ho mai avuto il piacere di parlare con lui. A questo punto, meglio la Catalano». L’ultima stoccata agli alleati è sul dilatarsi dei tempi: «Questo continuo rimandare la scelta del candidato è deleterio. E poi, si perde tempo a cercare nel centrosinistra. La campagna elettorale è già iniziata, i candidati a sindaco e provincia vanno trovati entro luglio, se si arriva ad un mese dalle elezioni non sono più credibili». Dalle opzioni sui nomi, a quelle sui contenuti, definite nella prima conferenza programmatica de La Destra: «Il turismo deve essere la principale risorsa diffusa - spiegano Stafoggia insieme al portavoce provinciale Giacomo Rossi - In provincia non c’è un depliant turistico credibile, c’è da fare un lavoro sulle infrastrutture, visto che abbiamo una rete provinciale indegna, vanno abolite tutte le comunità montane». Sul tema sicurezza si sofferma Federico Sorcinelli, portavoce de “La Destra” fanese: «Ci vogliono telecamere nascoste nelle città e la polizia municipale va addestrata per la sicurezza, in sintonia con polizia e carabinieri. Chiederemo un incontro al prefetto per vedere se è possibile migliorare la situazione».
T.D. fonte: Il Messaggero

martedì 24 giugno 2008

Giocare a Monopoli sulla pelle dei cittadini

Ci sono, nella città di Pesaro, alcuni impianti di betonaggio e di deposito di materiali inerti che creano grandi disagi nella popolazione residente, le ubicazioni sono a tutti note: Via Paganini, Via Lombroso (di fronte l'ospedale di Muraglia), Via Mirabelli, sono le principali. Ovviamente, come é nella tradizione pesarese, quando questi impianti sono sorti le case attorno non c'erano, ma i lungimiranti sindaci comunisti hanno consentito, nel tempo, l'edificazione di migliaia di abitazioni. Una volta consentita la speculazione, ci si rende conto del disagio, dei rischi per la salute per i cittadini, dei possibili danni economici per gli imprenditori e si pone mano alla "riqualificazione", magica paroletta che sottintende sempre un guadagno per qualche importante personaggio. Che un imprenditore guadagni é cosa lecita, anzi direi che é nella natura stessa della sua attività, ma quando la controparte é l'amministrazione, cioè tutti i cittadini penso che domanda debba essere: e noi cittadini cosa ci guadagniamo? Questa é domanda che ho posto in consiglio, ma le risposte non sono state soddisfacenti. Il capogruppo del PD Balestrini ha dichiarato testualmente che "noi ci fidiamo dei tecnici e della giunta e se loro dicono che il comune ha dei vantaggi sicuramente li avrà", la giunta ha dichiarato che con questa operazione il comune riqualifica un'area e libera i cittadini da tanti disagi e in più acquisisce mille metri di capannone da destinare ad archivio con un risparmio di affitti passivi. Tutto vero. Il problema sorge quando si scopre che la società proprietaria dell'impianto di betonaggio (Unical S.p.a.) ha deciso, di sua spontanea iniziativa, di spostarsi per problemi legati alla produzione (e non su sollecitazione del comune preoccupato della salute dei cittadini) su di un'area che non necessita di varianti urbanistiche, perché già destinata a tale tipo di impianti, in via Borgheria (proprietà Penserini costruzioni s.r.l.), quindi cosa c'entra il Comune di Pesaro? Dov'é il problema? Perché il comune ha bisogno di mettere in piedi un complesso sistema di permute con un privato (non ancora proprietario delle aree da permutare) per acquisire, a pagamento, mille metri di capannone (ancora da realizzare), quando ci sono decine di capannoni in vendita allo stesso prezzo? Se si deve comperare un capannone per risparmiare sugli affitti perché aspettare minimo tre anni? Inoltre, chi dovrà pagare la riqualificazione dell'attuale area di betonaggio per riqualificarla e renderla fruibile alla collettività? A queste domande non sono state date risposte esaurienti, per questo motivo abbiamo preferito far mancare il numero legale: all'amministrazione ora il compito di illustrare, in maniera chiara, le sue argomentazioni a difesa di questa complessa operazione immobiliare senza rifugiarsi in un voto blindato.

martedì 17 giugno 2008

Alternativa Futura 1 Assemblea Nazionale di Gioventù Italiana 4-5-6 luglio 2008

L’organizzazione dei giovani de “La Destra” ha lo stesso valore dell’aria che si respira per l’uomo.Come organizzare “Gioventù italiana”; quale statuto, quale livello di autonomie e quale indirizzo per le sue battaglie, devono essere decisi dai giovani insieme alla classe dirigente che ha promosso il Movimento Giovanile. Tutti siamo impegnati per dare il massimo della pubblicità all’iniziativa e nel assicurare una vastissima partecipazione. Le adesioni ed ogni altra proposta politica ed organizzativa devono essere comunicate alla coordinatrice della 1° assemblea nazionale di “Gioventù Italiana” Claudia Pagliariccio ai seguenti recapiti 328-5863354
claudiapagliariccio@yahoo.it


Alternativa Futura4-5-6 luglio 2008Alba Sporting Hotel


s.s.5/bis Rocca di mezzo - Rovere (L'Aquila)

Venerdì 04 luglio
Accrediti entro le ore 14:00;
ORE 15:00 Apertura e saluti:
Alberto Arrighi(Coordinatore Nazionale G.I.)
Saluti dei dirigenti nazionali G.I
Interventi di:
Teodoro Buontempo(Presidente Nazionale La Destra)
Francesco Storace(Segretario Nazionale La Destra)
A seguire dibattito apertoI GIOVANI E LA POLITICA NAZIONALE ED INTERNAZIONALE
Coordina il Sen STEFANO MORSELLI


ORE 20:30 CENA
ORE 22:00 SERATA COMUNITARIA



Sabato 05 luglio


ORE 07:00 Passeggiata nel Bosco “Da Rovere alla Fonte Anatella”
ORE 08:30 Alzabandiera
ORE 09:00 Colazione
ORE 10:00 Riapertura Lavori (Si riuniscono le commissioni)
ORE 13:30 Pranzo
ORE 15:00 Ripresa Lavori delle commissioni
ORE 18:00 dibattito aperto
I GIOVANI E LA POLITICA AMBIENTALE ED ENERGETICA
ORE 20:30 CENA
ORE 22:00 CONCERTO di Musica Alternativa


Domenica 06 luglio


ORE 07:00 Passeggiata nel Bosco “Da Rovere alla Fonte Anatella”
ORE 08:30 Alzabandiera
ORE 09:00 Colazione
ORE 10:00 Chiusura Lavori G.I.
Coordina l’On ROBERTO SALERNO
ORE 11:30 Chiusura e saluti
Intervengono:
Luigi D’Eramo(Portavoce Regionale L.D. Abruzzo)
Teodoro Buontempo(Presidente Nazionale La Destra)
Francesco Storace(Segretario Nazionale La Destra)

sabato 7 giugno 2008

Strade protette

Con questa iniziativa referendaria intendiamo chiamare i cittadini italiani a mobilitarsi per
una battaglia di civiltà e di cultura su un fronte troppo a lungo trascurato dalle Istituzioni. La
prostituzione che invade strade e quartieri delle nostre città.
Oggi sono all’opera in Italia, dalle prime ore del mattino a notte inoltrata, oltre 70 mila
prostitute, una stima che pecca abbondantemente per difetto. La maggioranza di loro proviene da paesi dell’Est, Albania e Romania in testa, ma sono numerose anche le prostitute di origine africana.
Per la semplice, terribile ragione che costano di meno ai loro sfruttatori in termini di
“manutenzione” e costrette come sono nel ghetto della clandestinità non possono permettersi la
minima possibilità di ribellione. Sappiamo anche bene come siano sempre più numerose le
prostitute minorenni, ragazze di quindici, perfino quattordici anni, importate nel nostro paese da
organizzazioni di trafficanti di esseri umani sempre più ramificate ed efficienti. Che attraverso il
racket della prostituzione si assicurano guadagni vertiginosi, rinvestiti poi nella droga e nel
commercio di armi, moltiplicando così criminalità e profitti.
La prostituzione “da strada”, questa nuova forma di schiavitù della donna, è di fatto
intollerabile per un paese che sta cercando di ritrovare regole di legalità e di sicurezza e al tempo
stesso una dimensione solidale della società e della convivenza tra persone di origini e nazionalità
più diverse.
Il referendum che proponiamo oggi agli italiani rispecchia tutti questi obiettivi. Come?
Attraverso quello che è il primo, indispensabile passaggio di una nuova regolamentazione della
prostituzione: la cancellazione delle norme contenute in una legge ormai vecchia di cinquant’anni
ma ancora in vigore. La normativa che fa reato della prostituzione esercitata nel chiuso di
un’abitazione e lascia invece campo libero alla prostituzione esercitata all’aperto. Anche la più
sfacciata ed invadente, quella che avvelena e degrada le nostre strade e più offende e preoccupa i cittadini.
E’ il momento di invertire queste prescrizioni. L’abrogazione della normativa della legge
Merlin consentirà infatti di offrire alle donne intrappolate nella catena di montaggio della
prostituzione una via d’uscita. Allontanate dalle strade e da una condizione subumana della loro
esistenza, avranno la possibilità di decidere del proprio destino. Continuare con il loro mestiere nel chiuso della propria abitazione oppure liberarsi una volta per tutte dalla morsa dei trafficanti e cercare, anche con il nostro aiuto, una opportunità di riscatto.
In definita, se questo referendum verrà approvato dalla maggioranza degli italiani, sarà la
base di partenza di una nuova legge che possa finalmente occuparsi del dramma della prostituzionenei suoi termini reali. Quelli del presente e non di un lontano passato. Senza inutili ipocrisie e infingimenti e guardando anche alle sue implicazioni di ordine sociale e umanitario. Oggi sono pochissime le donne avviate alla prostituzione che possono coltivare la ragionevole speranza di una vita diversa. Domani, se vorranno, potranno essere molte di più.
Con questo referendum non si ristabiliscono solo le condizioni minime per applicare un
nuovo principio di legalità e di sicurezza alla prostituzione da strada. Si avvia un processo,
altrettanto indispensabile, di responsabilità, di solidarietà e di attenzione verso le sofferenze e le
tragedie dei più deboli.

Testo quesito referendario
Volete voi che sia abrogata:
la legge 20 febbraio 1958, n. 75, recante “Abolizione della regolamentazione della prostituzione e
lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui”, limitatamente alle seguenti parti:
articolo 1;
articolo 2;
articolo 3, comma 1, limitatamente alle parole: 1) chiunque, trascorso il termine indicato nell'art. 2, abbia la proprietà o l'esercizio, sotto qualsiasi denominazione, di una casa di prostituzione, o
comunque la controlli, o diriga, o amministri, ovvero partecipi alla proprietà, esercizio, direzione o
amministrazione di essa;
articolo 3, comma 1, limitatamente alle parole: 2) chiunque, avendo la proprietà o
l'amministrazione di una casa od altro locale, li conceda in locazione a scopo di esercizio di una
casa di prostituzione;
articolo 3, comma 1, limitatamente alle parole: 4) chiunque recluti una persona al fine di farle
esercitare la prostituzione, o ne agevoli a tal fine la prostituzione;
articolo 3, comma 1, n. 7), limitatamente alle parole “al reclutamento di persone da destinare alla
prostituzione od;
articolo 7;
articolo 8, comma 1, limitatamente alle parole “per effetto della presente legge”;
articolo 8, comma 2, limitatamente alle parole “abolite nella presente legge”;
art. 13;
art. 14 ;




Iniziativa referendaria di Daniela Santanchè
Presidente del Comitato promotore
per l’abrogazione di alcuni articoli della” Legge Merlin” (n.75/1958)


Comitato promotore del referendum:
Daniela Santanchè (Presidente)
Claudia Antonelli
Barbara Ciabo’
Silvia Garnero
Hellen Nonini
Carla Spagnoli
Fulvia Tombolini
Diana Trucco
Valeria Valido
Patrizia Mossa

giovedì 24 aprile 2008

La Destra e il voto alle amministrative

In merito alla scelta del segretario Francesco Storace e del presidente Teodoro Buontempo di fornire una chiara indicazione di voto per i ballottaggi a Roma contro i candidati della Sinistra, il portavoce regionale de La Destra Walter Stafoggia ha così commentato: "Condivido appieno le scelte del Segretario e del Presidente de La Destra che, nonostante i difficili rapporti con il Pdl, dimostrano la lungimiranza ed il senso di responsabilità che dovrebbero animare l'azione politica di tutti coloro i quali mirano a sconfiggere realmente le sinistre; Buontempo e Storace hanno dimostrato, se mai ve ne fosse bisogno, la correttezza e la lealtà dei veri uomini di Destra, nei confronti del popolo romano. Non abbiamo chiesto posti in cambio di voti, ma vogliamo che i nostri voti servano a liberare Roma. Questo gesto dimostra quanto sia assurdo e velleitario l'ostracismo nei confronti di quel milione di Italiani che ha votato La Destra e si sente rappresentato dal nostro Movimento: sono convito che a Roma come in tutta Italia, e in particolare nella regione Marche, gli elettori de La Destra saranno indispensabili adesso, ma soprattutto in futuro per battere le Sinistre. Nelle Marche abbiamo lavorato per l'unità del Centrodestra e abbiamo raccolto in tante Amministrazioni Locali i frutti di una scelta compresa e condivisa dal nostro elettorato: coloro i quali, nel centrodestra, continueranno a perseguire il perverso disegno politico di cercare di cancellare La Destra ponendo assurdi veti, se ne assumeranno la responsabilità nei confronti del popolo italiano.

martedì 15 aprile 2008

Un milione di grazie

La Destra, a cinque mesi dalla sua nascita ha dimostrato di avere voti e affidabilità.
Il fatto che un milione di persone, elettori de La Destra, non abbia diritto di tribuna in parlamento a causa dei veti posti da un partito concorrente è un fatto gravissimo, ma che non ci scoraggia.
Abbiamo passato tutte le sfide, attraversato insidie, aggirato trappole mortali che in sei mesi i nostri nemici, anche infiltrati al nostro interno, avevano disseminato lungo la pista.

La Destra nelle Marche ha raccolto più di 33.000 voti: il 3.4%, un dato, in percentuale, oltre la media nazionale, alla salute di chi ci dava all'1% in regione. E' dunque un ottimo risultato, del quale tutti noi, nelle Marche, possiamo andare fieri. Non siamo in Parlamento, ma non sarà questo a fermarci: il nostro dovere lo abbiamo fatto alla grande.
Siamo giunti a questi risultati senza un euro di contributo pubblico e con i poteri forti contro.
Il risultato uscito dalle urne dimostra inequivocabilmente che alle elezioni amministrative del 2009, nelle Marche, La Destra, sarà determinante per far vincere il centro destra in ogni comune, in ogni provincia e soprattutto alle regionali del 2010.

Grazie dunque a tutti i dirigenti, militanti e i cittadini che ci hanno dato fiducia e hanno consentito alla Destra di continuare ad esistere e grazie al nostro segretario Storace e alla nostra candidata premier Santanchè.

venerdì 11 aprile 2008

Noi possiamo votare senza turarci il naso

Quando abbiamo dato vita a La Destra eravamo ben consapevoli delle difficoltà cui saremmo andati incontro.
Chi ha l'ambizione di non cancellare un'idea, deve essere pronto a tutto.

Invito tutti ad avere il massimo senso di responsabilità e, in queste ultime ore che ci separano dal voto, dobbiamo avere davanti ai nostri occhi solo il volto degli italiani che saranno felici fino alle lacrime per essere stati capaci di difendere una storia, un'identità e aver contribuito a ridare la consapevolezza che "il domani appartiene a noi".

Le avversità e gli intrighi di Palazzo devono moltiplicare le nostre energie per far capire agli italiani che non ci conoscono che, oggi, La Destra non difende un partito ma il diritto dei cittadini a riprendere possesso della politica come strumento di costruzione del domani.

Buona Destra a tutti

mercoledì 2 aprile 2008

Sono sempre gli stessi !!

Tra la fine degli anni settanta e gli anni ottanta, ho frequentato il Liceo Scientifico Marconi di Pesaro: all'epoca le rappresentanze degli studenti erano "gestite", con grande gioia di gran parte dei professori, da due soli raggruppamenti politici: la FGCI e CL. Insieme ad alcuni amici fondammo la "Lista Tricolore" che, per il solo fatto di utilizzare la bandiera nazionale come simbolo, o perchè rompeva un equilibrio consolidato, fu immediatamente tacciata di essere una lista neofascista. I professori di area DC cercavano di redimerci con le buone, trattandoci come persone con turbe mentali, probabilmente maltrattati da piccoli, spiegandoci che il voto per noi era inutile, che sbagliavamo "perchè non conoscevamo bene la storia" ecc. ecc. Quelli che facevano riferimento alla sinistra usavano tutt'altri argomenti: mi ricordo, in particolare, un barbuto professore di storia e filosofia, candidato all'epoca nelle liste del PCI, istigare i miei compagni (in tutti i sensi) di classe, a cacciare i fascisti (cioè il sottoscritto e i miei amici) dalla scuola. Qualcuno lo prese in parola, tanto é vero che furono fatti persino dei "presidii antifascisti" davanti al Liceo, da personaggi estranei alla scuola, e la polizia dovette iniziare a sorvegliare discretamente il Liceo durante gli orari di ingresso e di uscita. Nonostante ciò la Lista Tricolore quell'anno vinse le elezioni scolastiche, fortunatamente nessuno si fece male (anche se eravamo all'epoca degli anni di piombo) e nessuno dei componenti della Lista Tricolore é diventato negli anni un pericolo per la comunità (se escludiamo il fatto che alcuni di loro oggi esercitano la professione di avvocato...). Sono passati alcuni decenni: il barbuto professore ora ha la barba grigia, é diventato (ovviamente) preside, probabilmente si candiderà alle prossime amministrative nel PD, e non ha perso il vizio di cercare con ogni mezzo di cercare di convincere gli studenti a pensarla come lui. D'altra parte se é stato eletto preside un motivo c'è. Nell'incontro - dibattito organizzato al Liceo Marconi sabato 29, é stato impedito, con argomenti risibili e per giunta, attribuendo ciò all' "autonomia degli studenti" al Portavoce provinciale de La Destra, di intervenire. Impedire ad un giovane impegnato generosamente in politica, di intervenire in un dibattito di giovani é un gesto che si qualifica da sè. Provo una grande pena nel sapere che certi personaggi ancora imperversano nelle nostre scuole e che esistono studenti felici nell'impedire di parlare chi non la pensa come loro.

lunedì 31 marzo 2008

Pdl pronto a tradire gli italiani. Inciucio col Pd per il voto agli immigrati già pronto



“Parlano di sicurezza, garantiscono ai cittadini che si porrà un freno all’immigrazione selvaggia e, poi, strizzano l’occhio agli immigrati, dicendo che il loro voto alle amministrative è possibile. Berlusconi lancia il sasso e Fini lo raccoglie: “E’ vero, il voto agli immigrati non è in programma, ma se in Parlamento si trova un accordo…”. Il prossimo passo, non abbiamo dubbi, sarà quello di proporre il Corano nelle scuole…”. E’ quanto dichiara il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace, che aggiunge: “Il cosiddetto Pdl, insomma, chiede il voto su un programma, che è pronto a tradire appena inizierà la prossima legislatura. Sembra un libro già scritto: Berlusconi e Veltroni “litigano” prima delle elezioni, ma preparano il grande inciucio dopo il voto, a partire proprio dalla politica immigraiola…”
“Tutto questo – conclude Storace – conferma che abbiamo fatto bene a non entrare nel partito-contenitore e che l’unico voto utile il 13 e il 14 aprile sarà quello a La Destra. Noi non tradiamo le nostre idee, noi non tradiamo i nostri elettori. L’Italia agli italiani: è questa l’unica strada per il cambiamento”.

venerdì 14 marzo 2008

NOI PARLIAMO DEI PROBLEMI



L’economia. La sicurezza. La giustizia. I giovani.

Questi e altri temi nell’intervista a Daniela Santanchè, pubblicata oggi da Nazione-Carlino-Giorno, che vi proponiamo: santanche-14-3-2008.pdf

domenica 9 marzo 2008

Colpo di scena, Sorcinelli lascia An e passa con La Destra


Ieri l’annuncio a sorpresa: “Inaccettabile perdere la nostra identità. Comunque resto sostenitore di Aguzzi”

Fano - Colpo di scena nella destra fanese: ieri, sorprendendo anche i suoi colleghi di partito, il capogruppo di Alleanza Nazionale Federico Sorcinelli ha sancito formalmente il divorzio dalla forza politica per aderire a “La Destra” di Storace e della Santachè. In consiglio comunale confluirà nel gruppo misto. Lo ha dichiarato ieri mattina il diretto interessato, insieme al segretario regionale il pesarese Walter Stafoggia. La decisione non è stata motivata da divergenze sulla situazione locale: “Continuerò a sostenere la giunta Aguzzi”, ha evidenziato Sorcinelli, ma dalle scelte che a livello nazionale ha effettuato Fini, ovvero quella di confluire, con la scomparsa del simbolo e del nome del partito nel PdL di Berlusconi.“E’ una decisione inaccettabile – ha dichiarato Sorcinelli – in quanto significa perdere una Storia e il riferimento a quei valori che hanno sempre contraddistinto la destra italiana. Non mi sento quindi di contribuire a una campagna elettorale fondata su valori ai quali non credo. Oltrettutto la scelta di Fini la considero sbaglia dal punto di vista politico. Il centro destra ha l’opportunità di conseguire la vittoria elettorale su un piatto d’argento. “La scomparsa di An sta producendo dissensi e defezioni sia a destra, sia verso il centro da parte di chi, all’interno del partito del Popolo delle Libertà, non condivide il connubio con Fini. Udc, Partito Socialista e Lega, hanno mantenuto la loro visibilità. La scelta vera è tra un partito di valori e un partito di potere, io ho scelto il partito dei valori”. Le critiche contro la decisione di Gianfranco Fini sono state accentuate da Walter Stafoggia, il quale ha proposito della polemica sul simbolo ha commentato: “An da un partito di militanti e diventato un partito di cortigiani e di cinici. Noi siamo avversari del centrosinistra, non di An, quindi non riusciamo a capire l’astio che è emerso a proposito del simbolo, con il ricorso in Cassazione. A questo punto l’unica opportunità di ostacolare un accordo tra Berlusconi e Veltroni è quello di dare fiducia a La Destra. Noi non rinneghiamo le nostra radici nel Msi e nemmeno la scelta di Fiuggi”.Appresa la decisione di Sorcinelli, il gruppo di An, costituito da: Giancarlo D’Anna, Maria Antonia Cucuzza, Francesco Cavalieri e Simone Antognozzi, non ha nascosto la propria delusione. “Sarebbe stato opportuno – ha evidenziato D’Anna – parlarne insieme, ma Sorcinelli ha meditato la sua risoluzione senza dire niente a nessuno. Crediamo sia una decisione affrettata, motivata da un momento di confusione politica”. “Confluendo nel Pdl – ha aggiunto la Cucuzza - An non perde i suoi valori che rimangono sempre quelli della famiglia, della sicurezza e del lavoro, ma anzi li rafforza; del resto gli elettori avevano anticipato l’esigenza di costituire un percorso comune con Forza Italia per battere la Sinistra. L’attuale momento politico richiede unità”. Il gruppo misto in consiglio comunale appare ora costituito dal capogruppo Oscardo Ferri (Riformisti), da Giovanni Maiorano simpatizzante di Pezzotta, da Federico Sorcinelli de La Destra.

mercoledì 5 marzo 2008

Pesaro 8 Marzo “La Destra” presenta il “Mutuo Sociale”



Sabato pomeriggio ore 16, presso la Sala Rossa del Comune di Pesaro, il Movimento “La Destra” organizza un incontro di presentazione del “Mutuo Sociale”, una proposta di legge sull’edilizia popolare che garantisce a tutti di diventare proprietario di una casa, senza prestiti e senza banche. Interverranno Gianluca Iannone, (Segreteria Naz. Fiamma Tricolore), Walter Stafoggia (Portavoce Regionale “La Destra”), Giacomo Rossi (Portavoce Provinciale “La Destra”), Mauro Renzi (Segretario prov. Fiamma Tricolore e portavoce di Pergola), Bruno Cometti (Resp. reg. Comunicazione “La Destra”). Per ulteriori informazioni 348/0058169 - La proprietà della casa da adibire a prima abitazione è un diritto prioritario per tutti gli italiani. Chi sceglie di acquistare la prima casa non genera richiesta di un alloggio popolare, è già abbastanza vessato da altre spese e incombenze e paga tasse e contributi sul reddito da lavoro, pertanto non deve essere oggetto di speculazioni bancarie con ingenti interessi sulle rate del mutuo da pagare. La presente proposta si propone lo scopo di istituire la Legge Regionale sul Mutuo Sociale, ovvero rate del Mutuo per prima casa senza interessi e pari a non più di 1/5 della retribuzione mensile dell’intero nucleo familiare. Ulteriori dettagli sono visionabili cliccando sul pulsante “Mutuo Sociale” presente sul sito “www.fiammatricolore.net”.